Elezioni rettore: alcune domande poste ai candidati

I rappresentanti del personale nelle RSU desiderano sottoporre ai Candidati alcuni punti di discussione, pensando di interpretare il pensiero di molti colleghi:

Il personale tecnico amministrativo è – a detta dell’Amministrazione stessa – la colonna portante delle più svariate attività dell’Ateneo.

Ci stiamo riducendo di numero e con i vincoli in termini di assunzioni sarà sempre più difficile mantenere elevati standard di qualità dei servizi.
Per questi motivi, ci è stato spiegato, è necessario cambiare, riorganizzare, ridistribuire. E’ così è stato fatto: questi rivolgimenti hanno coinvolto molte strutture, rivoluzionando la vita e l’attività lavorativa di parecchi colleghi che spesso inaspettatamente si sono visti affidare ruoli e compiti assai diversi da quelli che avevano svolto per anni.

Si è avvertito un disagio generale, dovuto soprattutto alla sensazione di sentirsi solo pedine da spostare a giochi fatti, senza esserne preventivamente informati.

L’ultima indagine di clima ha rilevato in modo significativo proprio questo punto: la mancanza di comunicazione, che sembra essere il grosso problema del nostro Ateneo: fermo restando che nessun cambiamento o riorganizzazione è possibile senza averne prima condiviso gli obiettivi e i presupposti con il Personale tecnico amministrativo, come pensa il nuovo Rettore di affrontare questa criticità?

A fronte di un sempre maggiore impegno ci si trova di fronte ad un fondo premiante quasi irrisorio. Tale fondo, per vincoli di legge, non può essere aumentato. Esistono, tuttavia, altre forme di incentivazione economica che possono essere portate avanti, per esempio benefits economici e il fondo conto terzi. Qual è il parere dei candidati su quest’ultimo punto?

Per quanto riguarda il “voto pesato” del PTA per l’elezione del Rettore pensate di aumentarne durante il vostro mandato la %?

Sarebbe interessante conoscere la squadra con la quale il Rettore lavorerà e quali saranno i ruoli previsti per i Prorettori.

Quale sarà il ruolo e la funzione che il nuovo Rettore intende dare ai Centri di servizio di Ateneo, che, come ben descritto nella pagina web dedicata

http://www.unipv.eu/site/home/ateneo/organizzazione/centri-di-servizi/articolo397.html

gestiscono in modo coordinato servizi di notevole importanza per le strutture, pensiamo ad es. al Centro Linguistico d’Ateneo, al Centro Servizio Assistenza ed Integrazione Studenti Disabili (SAISD), al Centro Studi sull’Unione Europea.

E’ in fase di avvio la sperimentazione di un progetto di telelavoro – il nuovo Rettore  intende promuovere fattivamente questa opportunità?

Sul bilancio delle Università la Corte dei Conti esegue solo una verifica formale sul rispetto delle procedure di spesa senza un’analisi costi/benefici che dovrebbe essere fatta  dagli Organi di governo.

Le continue contrazioni dei fondi da parte del MIUR inducono a ripensare molte spese, anche se ovviamente,  molti dei benefici sono intangibili e debbono essere valutati con lungimiranza e senso etico ed evitando l’autoreferenzialità.

Il Bilancio sociale è in tal senso uno strumento importante per rivalutare l’Amministrazione pubblica nei confronti della collettività.

L’Ateneo lo ha pubblicato soltanto nel 2010:

http://news.unipv.eu/site/home/eventi/articolo4944.html

e tale pubblicazione non è stata ripetuta.

Qual è la posizione dei Candidati in merito a tale strumento? Intendono i Candidati cogliere le opportunità che esso offre?

Come si articola e cosa ricopre, per il futuro Rettore, il tema della distinzione dei ruoli di governo? Quali saranno le fasi e le procedure di attuazione di tale processo?

Come promuovere la competitività dell’Ateneo nei confronti delle altre Università del territorio sia dal punto di vista dei servizi che da quello dell’immagine?

A conclusione di questo nostro intervento, richiediamo al futuro Rettore di esprimersi sulla possibilità di rivedere l’attuale Statuto per inserire nuovamente nel CdA la rappresentanza del PTA, ora azzerata: la componente Pta ha sempre dimostrato, di sapere e di volere dare – in questo organo ma non solo – un contributo essenziale e prezioso alle decisioni prese dall’Ateneo: non dimentichiamo che tali decisioni coinvolgono direttamente la metà dei lavoratori dell’Ateneo.

Segui la discussione sul forum dedicato all’elezione del Rettore 
http://www-5.unipv.it/forumrettore/

Valutazione 2011: aggiornamenti

Con l’approssimarsi del termine del processo di valutazione 2011 abbiamo chiesto e ottenuto un incontro con la Commissione di Valutazione per avere il quadro preciso di tutta la situazione.

Nel corso di tale incontro, tenutosi il 17 aprile, quando i casi critici non erano ancora stati esaminati dall’Amministrazione – successivamente abbiamo saputo che l’esame di tali casi non ha prospettato situazioni di cui non fossero al corrente e di cui già si stavano occupando – sono state esposte, anonimamente, tutte le criticità segnalateci dai Colleghi.

Tra queste, in particolare, le perplessità espresse sul ruolo e l’operato della Commissione, che ha evitato qualsiasi forma di intermediazione, limitandosi a segnalare il commento del valutato al valutatore e invitandolo a replicare, facendosi poi bastare il “controcommento”, che quasi sempre ha confermato la valutazione espressa.

Abbiamo inoltre segnalato particolari situazioni critiche, ad es.: colleghi che non hanno sostenuto il colloquio, il caso di un collega che non e’ stato valutato, altri che, attraverso il commento, hanno espresso un forte disagio lavorativo, colleghi a regime di part-time valutati in partenza con un punto in meno su ogni voce, proprio a causa del loro orario.

L’Amministrazione ha concordato sull’incoerenza dei giudizi espressi in questo modo per i part-time, sostenendo inoltre che il disagio lavorativo attiene più alla valorizzazione delle risorse umane che al processo di valutazione, dichiarandosi disponibile ad esaminare a fondo la situazione di coloro che lo hanno espresso tramite il commento, chiedendoci di segnalare quali e quanti colleghi si fossero rivolti a noi. Invitiamo, pertanto. tutti i colleghi che hanno usato il commento per evidenziare il proprio disagio lavorativo ad esprimerlo direttamente all’Amministrazione, oppure a darci ufficialmente mandato a discuterlo.

Il Presidente della  Commissione (ing. Ferlini) ha  riferito che la Commissione, pur non potendo in alcun modo modificare la valutazione, ha però visionato tutti i commenti ed è intervenuta, ad esempio, nei casi di mancato colloquio sollecitando il valutatore a effettuarlo, ritenendo di aver così adempiuto al suo dovere.

La Commissione NON ha invece ritenuto di intervenire nei casi che ha giudicato risolvibili dall’EVENTUALE revisione della valutazione che il valutatore, preso atto del commento negativo, avrebbe potuto operare. Avvalorandone poi il controcommento, ha di fatto limitato il proprio ruolo, che il manuale del valutatore definiva invece diversamente, suscitando le lamentele di chi si e’ visto recapitare la famosa mail di conferma della valutazione effettuata, che di seguito riportiamo:

la Commissione di Valutazione, a seguito del commento da lei inserito nella scheda di valutazione e delle osservazioni conseguentemente prodotte dal valutatore, prende atto e conferma la valutazione ottenuta.
Con l’occasione, si ricorda che è sempre possibile visualizzare la propria scheda all’indirizzo
https://ugov.unipv.it/unipv_prod/login.jsp
Cordialmente.
La Commissione di Valutazione

Si può perciò rilevare che il reale intento del processo non fosse quello di individuare aree di miglioramento, ma quello di lasciare per strada i “peggiori. Ci sentiamo perciò di condividere quanto ben espresso da un Collega che ci ha contattato:

Morale: mi sembra che il sistema di valutazione 2011 zoppichi non poco: sopra a tutto è stato dimostrato nei fatti che anche nel caso di fondatezza ed equilibrio delle considerazioni espresse dal giudicato, conta solo ciò che esprime il giudicante, dunque trattasi di un sistema di valutazione assai poco oggettivo e non incline a “misurare” la reale efficacia ed efficienza dell’operato di un dipendente; è apparso chiaro che conta molto il “senso di appartenenza”. Inoltre certamente si può osservare che il fatto di non procedere a un tentativo di riavvicinamento delle posizioni (relativa comprensione tra le parti, aiutati anche dall’intervento di terzi – i costituenti la commissione) non aiuta a capire se, dove e perché eventualmente una persona ha effettivamente sbagliato.

Segnaliamo infine che durante l’ultimo incontro di contrattazione l’Amministrazione ha proposto una modalità di distribuzione della quota residua dell’Indennità mensile di Ateneo (IMA) – legata alla valutazione – che la RSU ha accettato al solo scopo di corrispondere ai Colleghi nel più breve tempo possibile la somma residua, chiedendo di verbalizzare la
seguente dichiarazione:

La metodologia adottata ha rivelato gravi carenze di merito e di metodo, già ampiamente evidenziate dalla RSU nel documento del 26/4/2012, oggi riconfermate dagli elementi acquisiti dal gruppo di lavoro della Delegazione sindacale e dall’Amministrazione stessa che, nella “Proposta per la valutazione anno 2013″, ne prospetta un cambio. Essendo perciò evidente che qualsiasi tentativo di correzione, se innestato su una struttura già deficitaria in origine, non possa che aggiungere ulteriori iniquità a quelle già esistenti, la RSU, con questa consapevolezza, prende responsabilmente atto – senza respingerla – della proposta del gruppo di lavoro “Analisi e definizione dei criteri di valutazione del PTA”,  esclusivamente allo scopo di corrispondere ai Colleghi nel più breve tempo possibile la somma residua.