verdidedfen

20211009

 

Venezia e il suo teatro più rappresentativo, La Fenice, è stata una tra le città protagoniste assolute del secolo d’oro del Melodramma italiano, fin quasi agli anni Sessanta dell’Ottocento.  Questo primato è dovuto a un’amministrazione intelligente da parte della Società proprietaria, che ha saputo valersi di impresari di gran livello, in grado di reclutare i migliori interpreti sulla piazza. Il Gran Teatro La Fenice ha lanciato direttamente, oppure consolidato, la fama dei più importanti composi-tori, da Gioachino Rossini a Vincenzo Bellini, Gaetano Donizetti e altri ancora.

La scommessa più rilevante dovuta all’allora presidente degli spettacoli Alvise Francesco Mocenigo, dietro richiesta dell’assemblea della Società proprietaria della Fenice, fu peraltro quella

di commissionare un’opera nuova a un autore fresco dei primi successi scaligeri, che aveva già dimostrato una certa propensione per trattare soggetti scomodi: fu Ernani dalla pièce all’indice di Victor Hugo  ad aprire il 3 marzo 1844 una stagione creativa straordinaria, sviluppata con Attila (1846), Rigoletto (1851), pièce ancor più vietata di Hugo, la scabrosa Traviata (1853), e chiusa con Simone Boccanegra (1857). Si può ben dire che il Verdi più innovativo nacque a Venezia.

Per capire come questo fenomeno si sia sviluppato si sono presi in esame tre situazioni: la storia della Venezia musicale e operistica, specialmente nel varo del teatro ‘pubblico’, un sistema davvero competitivo fin dal xvii secolo, il sistema impresariale, e le opere viste dal punto di vista della storia sociale dello spettacolo, le caratteristiche principali di Verdi come drammaturgo in musica e le cinque opere ‘veneziane.

 

 

NB: il segno > rinvia a un collegamento ipertestuale, solitamente un documento in formato pdf; * significa che il testo può essere messo a disposizione dal docente, previo contatto. Il programma è in fieri, viene diffuso in anticipo per favorire la preparazione, e potrebbe essere perfezionato in seguito alla conclusione del modulo

 

20211012

 

 

Nella pagina principale del corso (>) vengono resi disponibili sussidi per conoscere la storia del teatro musicale nel xix secolo – cronologie delle opere dell’Ottocento >, generi nel teatro musicale, 1850-1900 >, schemi e diagrammi, come quello sulla «solita forma» (wi), tracciato da Harry Powers, 1983 >; cfr.: cataloghi 1.1.a-b). Segnalo altresì l’indirizzo di un sito al quale gli studenti possono accedere per reperire video d’opera nelle produzioni più recenti (1.1.f >), e un piccolo percorso di drammaturgia preverdiana, esemplificato medianti ascolti e video (1.1.g)

 

La / il candidata / o dovrà sapersi orizzontare almeno sulla grandi tappe dell’opera dei secoli xix e xx, studiando nel manuale di Mario Carrozzo, Cristina Cimagalli, Storia della musica occidentale. Dal Romanticismo alla musica elettronica, 3 voll., Milano, Armando, 2009: pp. 11-56, 169-244, e 285-350 (>); chi non conosce il linguaggio musicale può saltare gli esempi, limitandosi a recepirne il senso. Esaminerà anche, coi medesimi scopi, l’Avviamento alla metrica italiana (1.1.e), Avviamento alla metrica italiana, a cura di Tarcisio Balbo (© 2003), Nicola Badolato, Lorenzo Bianconi (© 2009), PPT, parte i (>), parte ii (>) e consulterà il Piccolo glossario di drammaturgia musicale, 2010 (1.1.d, >), per reperire i lemmi indispensabili del cui significato non si fosse a conoscenza.

 

Sul ruolo musicale di Venezia, capitale dell’esperimento, si legga un esame sintetico in Michele Girardi, Venezia è la musica (>), Venezia, 2020, e si veda almeno il siparietto di Arnalta nel finale dell’Incoronazione di Poppea (3.1b.1 >). Sulla vita musicale del Gran Teatro La Fenice al tempo di Verdi andrà studiata parte del volume di Anna Laura Bellina-Michele Girardi, Il teatro La Fenice 1792-1996. Il teatro, la musica, il pubblico, l’impresa, Venezia, Marsilio, 2003, parte i, pp. 61-93 (>)

 

La figura di Verdi andrà collocata nel contesto del sistema produttivo musicale del suo tempo, leggendo John Rosselli, Sull’ali dorate. Il mondo musicale italiano dell’Ottocento, Bologna, Il Mulino, 1992 (>). Il candidato dovrà conoscere il libretto e riferire la trama di Ernani, 3.2.1 (>), Attila, 3.2.2 (>), Rigoletto, 3.2.3 (>), La traviata, 3.2.4 (>); Simone Boccanegra 3.2.5 (>). Potrà ulteriormente approfondire la conoscenza di quattro delle cinque opere, scegliendone una, grazie al commento sotteso ai versi (libretto e guida all’opera) in  «La Fenice prima dell’opera»: Attila, 3, 2004 (>), Rigoletto, 5, 201o (>), La traviata, 2, 2002-2003, versione 1853 (>), 1, 2004-2005, vers. 1854 (>), Simone Boccanegra, 1, 2014-2015, vers. 1881 (>).

 

La / il candidata / o rifinirà la preparazione studiando i seguenti saggi: Michele Girardi, «Ernani», il tempo degli ideali (>), in Ernani di Verdi, Parma, Verdi Festival, 2005, pp. 51-59; Giuliano Procacci, Verdi nella storia d’Italia, rist. in Giuseppe Verdi, «Nabucco», «La Fenice prima dell’Opera», 1, 2004, pp. 133-146, e Lorenzo Bianconi, Risposta a Giuliano Procacci, in Giuseppe Verdi, «Attila», ivi, 3, 2004, pp. 133-146 (>); Michele Girardi, Thou wouldst make a good fool – Egli è «Delitto», «Punizion» son io: due facce di Rigoletto (>), ivi, 5, 2011, pp.  13-38 (>); Id., «Elle mourut ainsi, doucement bercée et consolée en mille paroles touchantes». Realismo poetico nella partitura di «Traviata», in La traviata di Verdi, Torino, Teatro Regio, 19991, 20092, pp. 7-27 (>); Id., «Simon Boccanegra», fra maturità e tardo stile (>), in Simon Boccanegra di Verdi, Trieste, Teatro «G. Verdi», 2003, pp. 8-25; Giorgio Strehler, su Simone Boccanegra (introduzione al video, 1978 >).

 

 

 

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Corsi: 1997-98, 1998-99, 1999-2000, 2000-2001, 2001-2002, 2002-2003-ab, 2002-2003-2, 2003-2004-ab, 2003-2004-2